Ci lascia la signora del design italiano

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Si è spenta Cini Boeri, designer e architetto del periodo d'oro della creatività meneghina del secolo scorso, una professionista senza tempo, che ha collaborato alla creazione di alcune collezioni Fusital, lasciando il segno della sua originalità e del suo spirito d'avanguardia.

All'età di 96 anni ci ha lasciati una delle personalità femminili più spiccate della cultura progettuale italiana del secondo dopoguerra, fra le prime donne a laurearsi al Politecnico di Milano e ad entrare nel mondo dell'architettura e del design.

Signora dell'architettura e dell'interior design, nella sua lunga e fiorente carriera ha collaborato con i più grandi progettisti, da Gio Ponti a Marco Zanuso, e vinto numerosi premi, come il Compasso d'Oro nel 1979 con il divano Strips, esposto nella collezione permanente della Triennale di Milano. Nel 2011 le era stato conferito il Compasso d'Oro alla carriera ed è emblematico che se ne sia andata proprio nel giorno dell'assegnazione dei riconoscimenti della XVI edizione di questo premio simbolo dell'eccellenza del design italiano nel mondo.

La famiglia la ricorda così:

"Architetta, designer attenta ai desideri degli utenti, staffetta partigiana durante la Resistenza, madre di Stefano, Tito e Sandro Boeri, Cini Boeri è stata una protagonista del periodo aureo della creatività milanese e italiana a partire dalla seconda metà del secolo scorso. Nata nel 1924 a Milano, in piazza S.Ambrogio, dove ha vissuto fino a pochi anni fa, nota nel mondo per le sue creazioni di disegno industriale, tra le quali la poltrona Ghost e il Serpentone, e per le sue architetture, tra cui le case progettate sull'isola di La Maddalena in Sardegna e la Casa nel Bosco di Osmate, Cini ha partecipato attivamente alla vita culturale e politica italiana, prendendo posizione su temi di etica e di impegno sociale. È stata sposata con il neurologo e comandante partigiano Renato Boeri, da cui si è separata alla fine degli anni 60, con cui avuto tre figli - Sandro, Stefano e Tito - sei nipoti e un pronipote". 

Nell'ambito del disegno industriale si occupò in particolare delle progetto di elementi d'arredo e componenti per l'edilizia.Tra abitazioni, uffici, negozi e allestimenti museali, la sua creatività emergeva per la volontà di privilegiare la funzionalità del progetto sull'estetica, di valorizzare lo spazio ottimizzandolo e per la costante attenzione "allo studio della funzionalità dello spazio e ai rapporti psicologici tra l'uomo e l'ambiente". 

"Nel corso di una giornata la nostra mano destra (o sinistra per i mancini) tocca e muove una maniglia dalle 10 alle 30 volte. Non è poco. La mano è una delle parti più delicate e complesse del corpo umano. Non meraviglia quindi che io mi appassioni a disegnare un oggetto la cui morfologia, materia e funzionamento debbano corrispondere perfettamente alla forma della mano facilitando il suo movimento, senza lederla."

Siamo orgogliosi della sua collaborazione nelle collezioni Fusital, che rimarrano per sempre un patrimonio di design senza tempo.